«Hortus deliciarum». Musica e natura in Francia e Italia fra Trecento e Quattrocento

Mercoledì 24 maggio 2017 alle ore 18:30 in Sala dei Giganti, in occasione del Convegno internazionale “Rappresentazioni della natura nel Medioevo“, l’ensemble di musica medievale laReverdie eseguirà un concerto intitolato “Hortus deliciarum. Musica e natura in Francia e Italia fra Trecento e Quattrocento“. L’ingresso è libero. È gradita l’iscrizione mediante modulo scaricabile qui.

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Presentazione

La civiltà materiale non aveva ancora separato dal cosmo l’uomo del medioevo, ch’era un animale ancora semi-selvatico e per il quale il tempo cambiava ritmo e sapore a seconda delle stagioni. Gli intellet­tuali non vivevano rinchiusi in una stanza, ma più spesso negli orti e nei prati, e tutti i chiostri si aprivano su un giardino pieno di fiori e d’uccelli. [… ] Nel bosco i cavalieri a volte incontra­vano draghi, ma più spesso inseguivano daini e cerbiatte.

(Georges Duby, L’arte e la società medievale, 1977)

Così condensato, questo è lo scenario natu­rale che fa da sfondo alle manifestazioni espres­sive del Medioevo: una sorta di sommesso ma costante ‘bordone’ che accompagna ogni forma d’arte. Il mondo vegetale, e soprattutto quello ani­male ancor più movimentato e vario, ne è una compo­nente fondamentale ed è ovvio che abbia costituito una fonte di stimoli e ispirazioni, fornendo materiale a immaginari collettivi, a scuole poeti­che e a movimenti di pensiero. Dagli arazzi alle miniature, dall’architettura alla scultura, dalla musica all’araldica, animali e scenari naturali invadono l’Europa, tanto in ambito profano quanto in quello sacro. La rappresentazione dell’animale, in particolare, oscilla tra la finalità moralistica dell’allegoria religiosa e l’apertura verso l’osservazione scientifica, seppur nutrita dalla fervida fantasia medievale: basta osser­vare la grande fioritura avvenuta tra il XIII e il XIV secolo di bestiari, erbari e trattati venatori, che in Oriente si contavano numerosi già nei secoli precedenti.

Attraverso il ventaglio delle diverse forme poetico-musi­cali che si svilupparono fra Trecento e primo Quattro­cento, i testi dei brani inclusi nel programma rappresen­tano la natura in chiave simbolica, realistica e fantastica. Il canto degli uccelli, a cui non è insensibile nemmeno il teologo Fulberto di Chartres, viene descritto con versi evocativi (Aurea personet lyra) e, due secoli più tardi, con richiami onomatopeici (Par mantes foys). Si incontrano geo­metrie stellari e richiami mitologico-naturalistici (Pantheon abluitur, Quant Theseus, Selvaggia fera di Diana), ma la natura è presente anche come la malattia che, per secoli, ha avuto nella peste una protagonista ricorrente e devastante (O sancte Sebastiane). E, ancora, compaiono creature silvestri più o meno fantastiche (Pianze la bella Yguana), animali trasformati in simboli araldici (Sotto l’impe­rio) nonché scene di caccia e di pesca (Per sparverare, Chosi pensoso). In questo contesto, trova motiva­zione anche l’omaggio a Padova, affidato a due mottetti: Ave corpus sanctus di Marchetto, teorico e com­positore padovano, esponente dell’ars nova italiana; O Padua sidus preclarum di Johannes Ciconia, il teorico e compositore franco-fiammingo che, dopo avere scelto la città come propria dimora, loda le sue bellezze naturali e artificiali, la cui fama ritiene degna di essere diffusa «per orbem».

Programma

Prologo

Anonimo renano (XII sec.)
Aurea personet lyrasequenza
Cambridge University Library, Codex Cantabrigiensis

 

Francia

Anonimo francese (XIV sec.)
Pantheon abluitur / Apollinis eclipsatur / Zodiacum signismottetto
Strasbourg, Bibliothèque Municipale, 222 C. 22

Jean Vaillant (fl.1360-90)
Par maintes foys – virelai
Chantilly, Bibliothèque du Musée Conde, 564 (olim 1047), f. 60

Guillaume de Machaut (1300ca.-1377)
Quant Theseus, Hercules / Ne quier veoir la biaute d’Absalon – ballade
Paris, Bibl. Nat., fonds nouv. acq. fr., MS 6771 (Reina Codex), ff. 54v-55

 

Italia

Marchetto da Padova (fl. 1305-1319)
[A]ve corpus sanctum gloriosi Stefani / Adolescens protomartir – mottetto
Venezia, Monastero di San Giorgio Maggiore, f. 1r (perduto)

Jacopo da Bologna (fl.1340-1386)
Sotto l’imperio del possente prinçe madrigale
Firenze, Biblioteca Laurenziana, Palatino 87 (Squarcialupi), ff. 7v-8

Aquila altera /Creatura gentil / Uccel di Dio
– madrigale-caccia
Faenza, Biblioteca Comunale, MS 117, ff. 73-74v

Per sparverare caccia
Firenze, Biblioteca Laurenziana, Palatino 87 (Squarcialupi), f. 70

Francesco Landini (1325ca.-1397)
Così pensoso – caccia
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, MS Panciatichiano 26, ff. 45v-46

Selvaggia fera di Diana serva – ballata
Paris, Bibliothèque Nationale, fonds it. 568, ff. 104v-105

Anonimo (XIV sec.)
Pianze la bella Yguana
Elaborazione strumentale di Elisabetta de Mircovich

Johannes Ciconia (1370ca.-1412)
O Padua, sidus preclarum – mottetto
Bologna, Museo Intern. e Biblioteca della Musica, MS Q.15, ff. 257v-258r

Anonimo (XIV sec.)
Anima peregrina – lauda (testo dal Laudario di Santa Caterina de Vigri)
South African Public Library, Grey Collection 3.b.12, ff.65r-65v

Anonimo (XIV sec.)
Bel fiore – danza
Faenza, Biblioteca Comunale, MS 117, ff. 80v-81

Guillaume Du Fay (1397-1474)
O sancte Sebastiane / O martyr Sebastiane – mottetto
Oxford, Bodleian Library, MS Canonici Misc. 213, ff. 31v-32

 

Claudia Caffagni, voce, liuto

Livia Caffagni, voce, flauto, viella

Elisabetta de Mircovich, voce, viella, ribeca

Marija Javanovic, organetto portativo

Matteo Zenatti, voce, arpa

Curriculum

Nel 1986 due coppie di giovanissime sorelle fondano l’ensemble di musica medievale laReverdie: il nome, ispi­rato al genere poetico romanzo che celebra il rinnova­mento primaverile, rivela forse la principale caratteristica di un gruppo che nel corso degli anni continua a stupire e coinvolgere pubblico e critica per la sua capacità di approc­cio sempre nuovo ai diversi stili e repertori del va­sto patrimonio musicale del Medioevo europeo e del primo Rinascimento. Dal 1993 fa parte dell’ensemble il cornettista Doron David Sherwin. Attualmente il gruppo si esibisce in formazioni che vanno da tre a quattordici componenti a seconda dei repertori, ed è sempre più interes­sato a collaborare con giovani musicisti incontrati durante lo svolgimento della loro attività didattica. L’assidua ri­cerca e l’esperienza accumulata in quasi trent’anni di atti­vità, hanno fatto de laReverdie un gruppo unico per l’affiatamento, l’entusiasmo e l’acclamato virtusismo vo­cale e strumentale.

laReverdie svolge una regolare e intensa attività concerti­stica in Italia e in diversi paesi esteri tra cui Svizzera, Germania, Austria, Inghilterra, Belgio, Olanda, Francia, Spagna, Portogallo, Slovenia, Polonia, Messico.

Ha registrato concerti e programmi radiofonici e televisivi in tutta Europa e in Messico.

Ha all’attivo venti incisioni discografiche, di cui di­cias­sette con la casa discografica Arcana molti dei quali in co-produzione con WDR, insi­gniti di numerosi premi della critica internazionale, fra cui il Diapason d’Or de l’année 1993 che ha lanciato la loro carriera. Gli ultimi Cd hanno ricevuto la nomination all’International Classical Music Awards (2010, 2014) per la categoria Early Music. Dall’e­stesa discografia de laRever­die è stato tratto integral­mente il Cd dedicato al Medioevo per la collana I Classici della Musica pubblicato dal Corriere della Sera nel 2007.

La novità discografica 2015, “Venecie Mundi Splendor”, è dedicata al repertorio celebrativo per i dogi veneziani tra il 1330 e il 1430.

Dal 1997 i suoi componenti sono impegnati in un’intensa at­tività didattica sul repertorio medievale presso impor­tanti istituzioni italiane e straniere tra cui: Corsi Internazio­nali di Musica Antica della FIMA, Masterclass presso Festival Trigonale (Austria), Fondazione Benetton (Italia) e regolari corsi di studio presso la Civica Scuola di Musica “C. Abbado” di Milano e la Staatliche Hoch­schule für Music Trossingen.

Ha collaborato, in progetti speciali, con Franco Battiato, Moni Ovadia, Carlos Nuñez, Teatro del Vento, Gérard Depardieu, Mimmo Cuticchio e David Riondino.

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